TERAPIA FARMACOLOGICA

TERAPIA FARMACOLOGICA

La terapia farmacologica del linfedema  viene suddivisa: 

  • Benzopironi
  • Antibiotici
  • Antimicotici
  • Dietilcarbamazina
  • Diuretici
  • Dieta


Benzopironi (b.): comprendono la Cumarina e derivati (alfa-b.) e i Bioflavonoidi e derivati (gamma-b. – Diosmina, Rutina, Esperidina, Quercitina, ecc.).

L’attività degli alfa-b. consiste in:

  • Incremento del tono capillare
  • Diminuzione della permeabilità capillare alle proteine
  • Aumento numerico dei macrofagi
  • Attivazione della loro attività proteolitica
  • Stimolazione dell’attività propulsiva del linfangione
  • Inibizione della sintesi delle prostaglandine e dei leucotrieni

Pertanto, gli effetti sono:

  • Riassorbimento del fluido interstiziale
  • Graduale regressione della fibrosi favorita dalla proteolisi macrofagica
  • Riduzione dello stimolo infiammatorio cronico con conseguente minore incidenza degli episodi acuti e minore tendenza alla fibrotizzazione dell’edema.

Le Cumarine naturali, da somministrare a dosaggi di 8 mg/die per 60 giorni, hanno dimostrato una efficacia terapeutica nel miglioramento della sintomatologia soggettiva, del recupero funzionale dell’arto linfedematoso, riduzione della consistenza dell’edema, potenziamento della riduzione del volume in eccesso ottenuta dopo trattamento fisico e/o microchirurgico-liposuttivo sequenziale, senza determinare alcun effetto tossico sul fegato.

Le azioni dei gamma-b. comprendono:

  • Riduzione di permeabilità dell’endotelio alle macromolecole proteiche
  • Riduzione della filtrazione capillare
  • Aumento del tono venulare

Per cui, gli effetti sono:

  • Azione stabilizzante sul connettivo interstiziale e sulla parete capillare.
  • Inibizione della produzione delle prostaglandine e dei leucotrieni.
  • Antibiotici: Vengono utilizzati in fase acuta (terapia per lo streptococco B-emolitico), per il trattamento delle dermato-linfangio-adeniti (DLA), e a scopo preventivo per la profilassi degli episodi di linfangite acuta (penicillina ad azione protratta).
  • Antimicotici: per il trattamento delle infezioni fungine delle estremità (fluconazolo, ecc.).
  • Dietilcarbamazina: per l’eliminazione della microfilaria dal circolo sanguigno nei pazienti affetti da linfedema su base parassitaria.
  • Diuretici: solitamente a basso dosaggio e per brevi periodi di trattamento, in particolare nei quadri di linfedema associato a flebedema o altre patologie quali cardiopatie, nefropatie, ascite, patologie dei vasi chiliferi, ecc.
  • Dieta: in pazienti obesi, la riduzione dell’apporto calorico, in associazione ad un idoneo programma di attività fisica, ha una sua specifica efficacia nella riduzione del volume dell’arto linfedematoso. Non è stata dimostrata la validità di un apporto limitato di liquidi. Nelle sindromi con reflusso chiloso, una dieta a basso contenuto di lipidi e con l’assunzione esclusivamente di trigliceridi a catena media (medium chain triglicerides – MCT), che vengono assorbiti attraverso il circolo portale, non andando a sovraccaricare il sistema dei vasi chiliferi, è risultata estremamente efficace, anche in età pediatrica.

Esiste, pertanto, una vasta gamma di principi terapeutici farmacologici. La scelta è basata sugli aspetti etiopatogenetici e fisiopatologici di ciascun tipo di linfedema.

 

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