Drenaggio linfatico ottenuto tramite manovre manuali. Esistono al momento diverse tecniche, tra cui le più praticate sono quella secondo Földi- Vödder e quella secondo A. Leduc. Permette, attraverso diverse manovre codificate, di drenare la stasi di linfa sospingendola letteralmente in direzione delle vie di deflusso residue e nello stesso tempo attivando la fisiologica attività peristaltica del linfangione, unità funzionale del vaso linfatico. Secondo recenti studi, a differenza del drenaggio meccanico, che agisce principalmente sulla componente liquida della linfa, avrebbe una maggior influenza sulla sua quota proteica, riducendo di fatto anche la componente fibrosa caratteristica del linfedema cronico.
In figura: Fase di una seduta di linfodrenaggio manuale agli arti inferiori.

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Drenaggio linfatico ottenuto con apparecchiature meccaniche. Esistono in commercio vari tipi di macchinari, i quali attraverso diversi meccanismi favoriscono il drenaggio della linfa. I più comuni sfruttano sistemi pneumatici alternati che, incrementando la pres- Linfocele inguinale sinistro studiato con RMN (visione posteriore). Fase di una seduta di linfodrenaggio manuale agli arti inferiori. 51 L sione sulla cute in modo sequenziale sui vari distretti in senso caudo-craniale, potenziano la spinta centripeta della linfa degli arti linfedematosi verso le strutture linfatiche maggiori del tronco. L’azione principale di questa metodica è mirata al drenaggio della componente liquida dell’edema, influenzando, quindi, solo indirettamente la componente fibrotica e proteica dell’edema linfatico.

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Vedi Linfangiografia.

 

È una tecnica moderna, messa a punto grazie soprattutto ai progressi delle tecniche radioisotopiche e che solo recentemente è entrata nella pratica clinica quotidiana. Essa prevede, tramite l’iniezione di un tracciante radioattivo linfotropo, del tutto simile a quello utilizzato per la linfoscintigrafia, la possibilità, con l’ausilio di una gamma camera portatile, di poter identificare, con un buon margine di sicurezza, le vie preferenziali di Esempi di linfodrenaggio meccanico. 52 deflusso linfatico ed i linfonodi di riferimento di una determinata regione corporea, solitamente in prossimità di una lesione tumorale maligna (è detto “sentinella” il primo linfonodo di drenaggio), con l’intento di aiutare il chirurgo sia ad eseguire una linfoadenectomia chirurgica mirata sulle strutture linfatico-linfonodali più a rischio, sia a ridurre l’invasività dell’azione chirurgica e, quindi, indirettamente a ridurne le complicanze.

 

Si definisce così la perdita extracorporea di linfa. Essa può avvenire frequentemente attraverso ferite chirurgiche come complicanza di linfoadenectomie o lesioni di dotti linfatici maggiori, ma può altresì essere presente in tutti quei linfedemi, acuti e cronici, in cui l’aumento della pressione interstiziale sia tale che la linfa arrivi a trasudare letteralmente attraverso la cute.
In figura: Gemizio di linfa in un caso di linfedema acuto con verrucosi linfostatica.

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Esame diagnostico largamente utilizzato in linfologia. Prevede l’iniezione interdigitale di nanocolloidi marcati con tecnezio-99m (99mTc) che, presentando un marcato linfo-tropismo, vengono drenati soltanto attraverso le vie linfatiche. Tramite poi l’acquisizione di immagini seriate per mezzo di una gamma camera, è possibile visualizzare a grandi linee l’anatomia delle vie linfatiche, sia superficiali che profonde, e la loro capacità di drenaggio in funzione del tempo. Con questo semplice esame, moderatamente invasivo, vista l’iniezione intradermica, sottocutanea o profonda del tracciante radioisotopico, è possibile verificare l’entità della stasi, la presenza di vie preferenziali di deflusso, l’esistenza di strutture linfonodali ed altri parametri utili, sia nella fase iniziale del trattamento, sia per il controllo a lungo termine dei risultati conseguiti con le terapie applicate.

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Esempio di linfoscintigrafia degli arti inferiori (paziente con linfedema secondario al III stadio dell’arto inferiore sinistro)

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Linfedema secondario dell’arto superiore sinistro: evidente la stasi del tracciante nell’avambraccio sinistro e la riduzione della captazione a livello dei linfocentri ascellari.

È un liquido vischioso, liposolubile, utilizzato come mezzo di contrasto radio-opaco in corso di linfoangiografie. Date le sue caratteristiche chimico-fisiche e la relativa fragilità dei collettori linfatici, viene iniettato con l’ausilio di iniettori meccanici che garantiscono una pressione ed una velocità costanti durante tutto il tempo d’iniezione.

 

Apparecchio utilizzato per linfodrenaggio meccanico, che consiste in un gambale e/o bracciale dotato di un’unica camera pneumatica che alterna cicli di compressionedecompressione.
In figura: Un modello di linfodrenaggio meccanico a pressione uniforme intermittente.

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Rivista scientifica internazionale di linfologia, organo ufficiale di stampa dell’International Society of Lymphology.

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