È la presenza di chilo libero nella cavità peritoneale. Data l’entità del versamento viene definito spesso “ascite chilosa” (vedi) ed anche in questo caso le cause possono essere assai differenti ed un’accurata fase di studio clinico e diagnostico strumentale aiuta ad impostare una corretta terapia medico-chirurgica. Le più frequenti cause sono: l’infiltrazione neoplastica delle strutture linfatico-linfonodali viscerali, un trauma (spesso iatrogeno, ad esempio durante ampie linfoadenectomie nella terapia chirurgica del carcinoma renale), oppure una linfangiodisplasia.

 

Si definisce così la perdita extracorporea di chilo. In pazienti affetti da linfangiodisplasie complesse con coinvolgimento dei vasi chiliferi, che clinicamente presentano un reflusso chiloso con conseguente linfo-chiledema dei genitali esterni e degli arti inferiori, possono spesso presentarsi fenomeni di chilorrea da verruche linfostatiche situate sullo scroto, in regione inguino-perineale o sugli arti inferiori. Si differenzia da una comune linforrea perché il liquido che viene escreto ha un aspetto lattescente e non semplicemente sieroso. Questa differenziazione risulta spesso molto utile nella diagnosi clinica differenziale per discernere tra un linfedema propriamente detto ed un linfochiledema senza l’ausilio di particolari procedure diagnostiche, come la linfografia.

 

È la presenza di chilo libero all’interno della cavità toracica; le cause principali sono: l’infiltrazione neoplastica delle strutture linfatico-linfonodali toraco-mediastiniche, un trauma (anche iatrogeno), una linfangiodisplasia in regione toraco-mediastinica. Se non è di minima entità necessita di drenaggio esterno e di un eventuale trattamento chirurgico.

 

Si definisce come una perdita di chilo attraverso le vie escretrici urinarie. L’urina assume un aspetto lattescente, biancastro, molto particolare dovuto al mescolarsi del chilo con la normale urina. Nella maggior parte dei casi è dovuta alla presenza di fistole che mettono in comunicazione le vie urinarie escretrici, dal bacinetto renale alla vescica, con il sistema linfatico e chilifero retroperitoneale. Può avere un’origine traumatica, iatrogena (come, ad esempio, in seguito ad ampie linfoadenectomie para-aorto-iliache nella chirurgia urologica) oppure essere correlata ad una situazione di complessa displasia dei vasi chiliferi e dei linfatici intestinali e retroperitoneali.

 

L’anatomia del sistema linfatico è estremamente complessa ed intricata ma può facilmente essere schematizzata come segue:

  • Circolo Superficiale (sovrafasciale): drena la cute e il sottocute, decorre parallelamente alle vene costituendo una fitta rete anastomotica superficiale;
  • Circolo Profondo (sottofasciale): drena i muscoli, le articolazioni ed i tendini, i tronchi maggiori decorrono in corrispondenza dei fasci vascolo-nervosi;
  • Circolazione Viscerale: drena gli organi interni addominali e toracici. Vasi linfatici perforanti collegano la circolazione linfatica superficiale con quella profonda. Per un’analisi più precisa si rimanda alla consultazione di specifici libri di anatomia umana sistematica e topografica.

 

È una dilatazione ampollare situata all’origine del dotto toracico, può raggiungere il centimetro e mezzo di diametro, normalmente è situata anteriormente alle prime vertebre lombari, posteriormente all’aorta e medialmente al pilastro mediale destro del diaframma. In alcuni casi, in cui il dotto toracico presenta una origine particolarmente alta, a livello delle ultime vertebre toraciche, questa dilatazione può non essere presente.

 

Eponimo utilizzato per definire la cisterna del chilo. Deve il nome all’anatomico Joannis Pecquet che per primo descrisse questa entità anatomica.
 
C2  SINDROME DI o CISTERNA DI PECQUET) COLLETTORI LINFATICI COLLAGENE COCKETT CISTERNA DI PECQUET CISTERNA CHYLI (o CISTERNA DEL CHILO CIRCOLAZIONE LINFATICA chiluria chilotorace CHILORREA (o CHILORRAGIA) chiloperitoneo
 

È dovuta ad una stenosi, più o meno serrata, della vena iliaca che nella maggior parte dei casi si manifesta monolateralmente. Può essere dovuta ad una condizione anatomica congenita oppure secondaria a traumi, anche iatrogeni. È causa di una importante stasi venosa omolaterale e spesso di una concomitante insufficienza linfatica.

 

È la proteina più rappresentata nel nostro corpo, costituisce infatti quasi 1/3 delle proteine totali del nostro organismo. Il collagene è organizzato in fibre costituite a loro volta da un insieme di microfibrille, la sua distribuzione è praticamente ubiquitaria e rappresenta una sorta di supporto e di struttura di base dei tessuti connettivali.

 

Costituiscono l’insieme delle vie di deflusso linfatico propriamente dette. Sono organizzati in una complessa e diffusa rete anastomotica intercalata dalle strutture linfonodali, per questo vengono divisi in collettori afferenti (o prelinfonodali) ed efferenti (o postlinfonodali). Vengono inoltre divisi, a seconda della loro posizione anatomica, in collettori superficiali (o soprafasciali), profondi (o sottofasciali) e viscerali.

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